Ascesa al Calvario

Gesù, gravato della croce, è stramazzato a terra, tra i duri sassi del Calvario. Mentre un aguzzino lo percuote per farlo rialzare, Simone Cireneo solleva pietosamente il pesante strumento di tortura. Una delle donne che seguono il doloroso corteo asciuga con un drappo il volto sanguinante del Cristo.

“Tra gli altri misteri della passione si trova il mistere detto di Christu chi porta la cruci in collo”. Con questa frase il notaio Antonino Migliorino scrisse il contratto del 6 aprile 1612 sulla concessione del mistere ai lavoratori alla giornata, detti jurnateri. Nell’introduzione si evince che il mistere non è stato il primo concesso, ma che già altri si associarono in processione. La nostra scoperta del documento datato 5 aprile 1612 riguardo la contribuzione minima offerta dai giurati trapanesi per la processione della “Compagnia sole fari ogn’anno nel giorno di Venerdì Santo”, conferma l’esistenza dei “Misterij e dei battenti che si battono a sangue in detta processione”. I confrati affidarono simbolicamente il mistere ai giornateri, che non chiesero il possesso come per anni è stato erroneamente sostenuto, ma ideale protezione e lo elessero in loro santo protettore, intendendo riscattare similare e quotidiana “croce/sofferenza”nel condurre la loro penosa vita. Con atto di Melchiorre Castiglione del 23 aprile 1620 i mastri bottai subentrarono alla cura del mistere rimaneggiato con l’inserimento della Veronica e di Cireneo accanto al Cristo e ai due giudei. Il mistere “della veronica” è stato affidato in seguito al ceto dei fruttivendoli che lo dismise nel 1772 e da questa data in poi non si ha notizia su altra maestranza che lo prese in affidamento. Apprendiamo dal documento del 5 luglio 1839, che a causa di un’eccessiva umidità che rovinava il tetto dell’oratorio, i confrati della Compagnia di S. Michele Arcangelo pressarono le maestranze a ripristinarlo e a far riparare i telai delle nicchie danneggiati dall’infiltrazione d’acqua, dove stazionavano i misteri dei “Campagnoli, Naviganti, Vendifiori, Ferrari, Pescatori, Sartori, Funaj, Calzolai, Fabbricatori, Falegnami, Corallari e Carrettieri”. La riparazione costò quasi 8 onze e contribuirono i carrettieri con sei tareni, ceto probabilmente affidario del mistere in quel tempo, la cui “scomparsa” ha permesso l’affidamento del gruppo al popolo trapanese. Sino a qualche anno fa erano i commercianti di bevande alcooliche, i vinattieri e gli agricoltori a curarne materialmente l’uscita. Dai dei manifesti affissi intorno al 1930, che descrivere i Gruppi Sacri ed i relativi ceti, si nota che alla voce del ” Cristo che ascende al Calvario “, si sottolinea che ne curano l’uscita i Negozianti di Vino, i Carrettieri e gli Agricoltori.

 

Ascesa al Calvario

Ascesa al Calvario

Appartiene per devozione:
Popolo

SITO WEB:
www.misteripopolo.it

CITAZIONE BIBBLICA:
Mt 27, 32
Mc 15, 21-22
Lc 23, 26
Gv 19, 17